Saranno gli albergatori i primi a chiedere da domani più ingressi di extracomunitari?

Tendenze sociali di Gianfranco Maccaferri

È bene ammetterlo: il lavoro nel settore della ristorazione turistico-alberghiero comunque rimane un lavoro di sacrificio sia per un giovane e sia per chi ha famiglia, perché lavorare tutte le domeniche e tutte le festività è un sacrificio per il lavoratore, ma anche per la persona che ci vive insieme e per i figli; purtroppo si è soprattutto assenti nei momenti quotidiani della vita in famiglia, non essendoci mai ne a pranzo ne a cena.

Quanto può valere questo lavoro che, a differenza degli altri, contempla una abnegazione personale quasi assoluta e un enorme sacrificio famigliare?

Poco… molto poco.

Non lasciamoci incantare dai grandi chef o dai famosi barman… parliamo della maggioranza dei camerieri o di chi lavora in cucina tutta una vita con uno stipendio che va dai 1.000 ai 1.500 euro, perché ricordiamoci che in Italia la maggioranza dei ristoranti non stagionali (aperti tutto l’anno) sono ristoranti popolari e/o pizzerie… e gli stipendi sono quelli!

Prendiamo un basso livello, ma molto dignitoso e indispensabile nel suo ruolo e nella sua serietà professionale, cioè il lavapiatti: normalmente fa 10 ore al giorno per 6 giorni, 60 ore settimanali …bene, come fa questa persona a fine mese ad avere uno stipendio di 1.000 o 1.200? Chi accetta condizioni di orario e di stipendio come queste? Un italiano lo fa per estrema necessità o per un periodo limitato, ma certamente non può rappresentare il suo futuro.

Tutti sanno che un lavoratore stagionale fa una media di 12 ore al giorno per 6 giorni settimanali e nei periodi di alta stagione 7 giorni su 7.

Questo corrisponde esattamente all’orario di due dipendenti secondo il contratto di lavoro sottoscritto dagli albergatori. Certo, fa comodo avere un solo dipendente anziché due e dargli 500 euro fuoribusta in più rispetto allo stipendio base.

Ma questo è illecito, questo è penale, ed è anche una evasione fiscale e contributiva pazzesca!

Tutti lo sanno e tutti tacciono. Nessuno si muove, nessuno solleva la questione.

Ma se ascolti gli albergatori parlano di difficoltà nel trovare personale preparato, che sappia almeno tre lingue, che dia continuità, ecc. …ma non hanno ancora imparato che il personale va premiato, va tenuto stretto, va valorizzato, perché solo in questo modo hai professionalità e continuità qualitativa nella tua azienda.

Niente! Gli unici che generalmente usufruiscono di queste attenzioni sono il capo chef e il capo sala, gli altri sono intercambiabili, senza valore, sostituibili rapidamente… ma oggi, che sembra vacillare questa disponibilità di personale, i ristoratori danno colpa ovviamente ai giovani che non hanno più voglia di lavorare e all’assistenzialismo per chi non lavora.

Quindi ecco che gli extracomunitari diventano indispensabili! Ma quanto indispensabili?

Diciamo vitali.

Solo una persona nella loro situazione ha soddisfazione da un lavoro che gli da vitto e alloggio e uno stipendio di 1.200 euro. Che permette di essere in regola con i documenti e di avere un reddito utile per chiedere la cittadinanza, per la ricongiunzione famigliare e molto altro.

Infatti i nostri ristoranti, pizzerie, alberghi sono strapieni di extracomunitari.

Nonostante questo, gli albergatori stanno facendo una fatica pazzesca a trovare personale, le posizione aperte sono numerosissime, nella riviera romagnola hanno calcolato che manca almeno un quarto del personale necessario. Ovviamente gli albergatori non si danno colpe, la colpa è sempre degli altri, così gli accusati sono i ragazzi meridionali che preferiscono stare a casa con l’assistenzialismo abbinato al lavoro in nero… mentre i sindacati affermano che la colpa è degli orari di lavoro massacranti abbinati a salari poveri o comunque non corrispondenti alle ore effettivamente lavorate.

I sindacati… cosa dire… meglio tacere!

L’esperienza dice che quando si presenta un lavoratore alberghiero per denunciare la sua situazione lavorativa e salariale, invece di far partire un indagine sull’effettiva situazione lavorativa in quell’albergo, verificandone turni e salari, i sindacati chiedono al lavoratore di presentare almeno 3 testimoni che avvallano la sua denuncia, altrimenti non si fa nulla!

Ma come? Tu sindacato vieni a conoscenza di una situazione di sfruttamento lavorativo, di non applicazione del contratto di lavoro, di una enormità di ore lavorate e non retribuite… con conseguente evasione fiscale e contributiva… e tu, sindacato, chiedi al lavoratore i testimoni?

E, come normale che sia, i colleghi non sono disponibili a denunciare il datore di lavoro?

non si può fare nulla e tutto cade nel vuoto!

Ma tu, sindacato, dovresti sostenere e aiutare il lavoratore a fare una denuncia alle forze dell’ordine e all’Ufficio del Lavoro perché verifichino, indaghino, accertino.

Le forze dell’ordine fanno indagini che occupano giornate intere di appostamento per verificare se un dipendente pubblico esce anche solo mezz’ora senza timbrare (atto gravissimo e giustamente da condannare)… e non indagano su una situazione di sfruttamento del lavoro così diffusa, così alla luce del sole, così palesemente accettata e così numerosamente denunciata ma inascoltata?

Bene, quindi spazio agli extracomunitari che perlomeno ne hanno un beneficio personale importante, anche se saranno loro ad essere abusati nell’orario e nello stipendio; ma questo lo sanno, lo accettano in attesa di una propria migliore situazione di vita.

L’assurdo è che proprio nelle provincie e nei comuni a forte trazione turistica, viene maggiormente votato il partito che blocca gli ingressi e che ostacola le normali procedure di inclusione sociale e di riconoscimento dei documenti agli extracomunitari.

Quindi…

Saranno gli albergatori e i ristoratori per primi a chiedere nel futuro prossimo più ingressi di extracomunitari?

Oppure gli albergatori si rassegneranno a riconoscere professionalità, orario di lavoro umano e correttamente retribuito a tutti i propri dipendenti?

Quale delle due soluzioni, alternative tra loro, gli imprenditori della ristorazione faranno proprie?

Intanto nelle ricerca di personale si continua a leggere:

  • si ricerca lavapiatti referenziato, con esperienza, auto munito, per contratto di apprendistato;
  • si ricerca cameriere di sala, conoscenza francese inglese tedesco, si richiede esperienza e diploma alberghiero, tempo determinato, paga base, no alloggio;
  • Si ricerca camere/a per luglio e agosto, contratto di apprendistato stagionale, si richiede conoscenze lingue, esperienza nella mansione, referenziato;
  • Si ricerca cameriere, stagione estiva, contratto a chiamata, non si offre alloggio, esperienza consolidata nella mansione, conoscenza francese e inglese;
  • Si ricerca aiuto cuoco, stagione estiva, diploma scuola alberghiera, contratto di apprendistato, referenziato da almeno 2 ristoranti.

Ecco… giusto per fare qualche esempio di cosa propone ai propri dipendenti chi vuole vendere, alla clientela nazionale e internazionale, competenza nell’ospitalità e cultura della ristorazione.

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