in sauna, l’etnicamente diverso è un prostituto, ma… gli italiani sono razzisti?

Sono di origine tunisina, cittadino italiano e ho 22 anni. Sono bisessuale e vorrei raccontare quello che mi accade quasi sempre quando vado in sauna.

Per chi non lo sapesse, la sauna gay è un locale aperto ai soli soci, dedicato a una clientela omosessuale maschile; uno spazio dove è facile socializzare e fare conoscenze, anche amicizie;

La cosiddetta “sauna gay” è uno locale con zona bar, sauna finlandese, bagno turco, vasche idromassaggio, docce, spazio fumatori, cinema-video, stanze dedicate all’intimità,…

Personalmente ci vado una o due volte alla settimana proprio per approfittare di tutti questi servizi e così rilassare e far star bene sia il corpo che il cervello, il tutto a un costo decisamente molto basso di ingresso: 10-15 euro.

Sinceramente non vado in sauna per cercare sesso occasionale, sono giovane credo con un bel fisico e quindi se voglio ho occasioni sentimentali e sessuali senza problemi. Io ho l’abitudine di chiarire immediatamente a qualsiasi uomo che in sauna mi si avvicina, che il mio essere li non è finalizzato alla ricerca di sesso occasionale.

Nonostante questo… sono sempre visto o considerato come un prostituto! Gli italiani gay hanno il pregiudizio che un ragazzo arabo che frequenta certi luoghi o certe compagnie, lo fa per soldi; e se non si da disponibile significa che fa il prezioso (economicamente).

Prima ci provano con approcci evidenti, al mio ignorarli mi viene normalmente chiesto: “che regalino vuoi?”, “quanto vuoi per soddisfarti?”.

Quello che mi fa arrabbiare è che succede a me, ma non ad altri ragazzi italiani. Anzi, è capitato che anche ragazzi giovani italiani, miei coetanei, mi rivolgessero le stesse frasi.

Mi è capitato di andare insieme a un amico “bianco” e, pur essendo entrambi fisicamente giovani e carini, solo a me sono state rivolte proposte da prostituto.

È successo di uomini che prima mi chiedono e insistono per fare sesso e poi, al mio cortese rifiuto, pronunciano, con i loro amici, frasi razziste insopportabili.

Purtroppo, le offese hanno sempre un movente discriminatorio e questo mi fa male, mi mette a disagio, mi da la voglia di uscire, di scappare, di percepire che quello non è un mio spazio, non è un luogo dove sono accettato.

Parlando con ragazzi di etnie diverse ho scoperto che anche a loro capitano spessissimo queste situazioni, ragazzi cinesi, neri africani, indiani, è normale che siano visti come possibili prede da comprare e non, eventualmente, da corteggiare.

Una volta è capitato che alla reception di una sauna gay dove non ero mai stato e quindi nessuno mi conosceva, l’addetto mi ha detto esplicitamente che all’interno della sauna è severamente vietata la prostituzione. La mia risposta ingenua è stata: “non si preoccupi, io per fare sesso non pago, non sono in cerca di prostituti.” L’imbarazzo sul volto dell’addetto alla reception è stato palese e un ragazzo alle mie spalle mi chiarì: “Guarda che lui crede che il prostituto sei tu.”

Più o meno le stesse situazioni mi capitano anche in discoteche gay friendly: pur essendo con amici italiani miei coetanei, solo a me si avvicinano uomini maturi che mi chiedono inizialmente se mi possono offrire da bere e poi la situazione si evolve sempre in altre offerte.

La mia domanda è questa: se molti gay italiani, che subiscono discriminazioni, bullismo, una omofobia pesante e di cui giustamente si lamentano, sono loro stessi razzisti, pieni di pregiudizi, discriminatori in base a una etnia, ma allora i diritti civili li rivendicano davvero solo per se stessi, chiedono rispetto ma solo perché sono omosessuali e non perché come persone, indistintamente, devono avere pari diritti, libertà e dignità. È assurdo che chi è discriminato in quanto non “omologato”, discrimini i diversi da lui.

Questa è una cultura individualista, settaria, egocentrica che non ha nulla a che fare con i principi di uguaglianza.

Ho descritto situazioni tristi e spesso insopportabili, ma ammetto che in sauna la maggioranza degli uomini, soprattutto giovani, è corretta e spesso simpatica dopo i miei cortesi e giustificati rifiuti a non essere interessato al sesso… altrimenti non ci andrei così spesso.

Questo è uno spazio che permette di conoscere e di capire come si manifesta e come si percepisce la discriminazione nella vita quotidiana italiana. Se vuoi che la tua esperienza venga conosciuta e condivisa, inviaci un breve racconto a questa e-mail: gf.maccaferri.blog@gmail.com oppure vai direttamente incontatti

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