identità artistiche e popolazioni migranti In Tunisia …Omar Bey

Omar Bey

#Tendenze d’immagine di Gianfranco Maccaferri

International Organization for Migration (IOM) ha organizzato l’esposizione “Mirage d’espoir” che sarà aperta sino al 2 giugno 2019 (9h00 à 18h00 – domenica chiusa), al Centre International de la Culture et des Arts – Palais El Abdelliya, rue Abdelaziz Chetioui, La Marsa, Tunisia.

locandina della manifestazione

Si tratta di un incontro tra artisti di 13 paesi diversi che si sono riuniti a Tunisi durante una residenza artistica che li ha visti ragionare e produrre sul tema della migrazione.

Omar Bey

In occasione del vernissage della mostra, il capo missione dell’IOM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) in Tunisia, Lorena Lando, ha sottolineato come l’arte e la migrazione trascendono le frontiere, siano esse culturali, linguistiche, sociali e ideologiche, “gli artisti possono portarci ad interrogarci sul nostro rapporto con gli altri, mostrandoci il punto di vista di coloro che non possono esprimersi, restituendoci l’invisibile o ancora facilitando gli scambi culturali”. Il Ministro tunisino della Cultura, Mohamed Zine El Abidine, ha sottolineato l’importanza di abbattere le frontiere e di promuovere la mobilità tra artisti e persone.

A tal fine, il progetto Mirage d’espoir è stato concepito come un incontro mediterraneo e un collegamento tra identità artistiche e popolazioni migranti.

Omar Bey

Per creare una dinamica di condivisione e scambio sono stati chiamati 13 artisti che rappresentano, oltre alla Tunisia, 10 paesi del Mediterraneo.

La mostra ha presentato lavori sul tema della migrazione attraverso vari e molto diversificati approcci.

Un atelier per gli studenti d’arte e giovani artisti è stato aperto affiancandosi all’esposizione, così da creare uno spazio di riflessione e dibattito sul ruolo della migrazione nelle arti e ovviamente per offrire l’opportunità a dei giovani aspiranti artisti di lavorare insieme a artisti professionisti con riconoscimenti internazionali.

L’esposizione “Mirage d’espoir” sarà aperta sino al 2 giugno 2019 (9h00 à 18h00 – domenica chiusa), al Centre International de la Culture et des Arts – Palais El Abdelliya, rue Abdelaziz Chetioui, La Marsa, Tunisi.

Le opere esposte sono in vendita e il ricavato sarà usato per altre iniziative culturali e artistiche che metteranno in evidenza il fenomeno sociale della migrazione.

Omar Bey

Gli artisti sono: Austin Cammileri (Malte); Gulin Hayat Topdemir (Turquie); Lisa Perini (Italie); Marianne Catzaras (Grèce); Michela Margherita Sarti (Tunisie/Italie); Mohammed Elouanti (Maroc); Nacho Martin Gomez (Espagne); Omar Bey (Tunisie); Teresa Carneiro (Portugal); The Yellow Man (Algérie); Wael Darweich (Egypte); Walid Ardhaoui (Tunisie) et Yves Gobart (France).

Dei diversi artisti che hanno partecipato all’iniziativa, presentiamo quello tunisino che sicuramente risulta essere uno dei più maturi artisticamente. Sue le opere che illustrano questo articolo.

Omar Bey

Omar Bey, nasce nel 1973 a Tunisi. Vive e lavora a Le Kram, Tunisia.

Le opere di Omar Bey includono la pittura, il collage e l’assemblaggio misto di oggetti trovati.

Omar Bey

Bey ha sviluppato una padronanza dei materiali che gli consente di evocare sorpresa, umorismo e contemplazione. I suoi temi ruotano intorno all’eccesso paradossale dell’esistenza umana. Ogni opera esplora un’assurdità che riecheggia nella sua costruzione con materiali che sembrano contraddirsi l’un l’altro. Il suo lavoro è caratterizzato dalla contrapposizione di oggetti solidi pesanti e materiali leggeri. Le ultime opere di Bey riflettono un coinvolgimento più diretto e personale con le tensioni delle esperienze personali in Tunisia che sono trasmutabili a più ampi contesti sociali e culturali. Bey è stato uno degli artisti che ha fatto l’esperienza della Cité Internationale des Arts di Parigi (2011-12). Il suo lavoro è stato presentato a collettive e fiere d’arte a Parigi, Londra, Dubai e Abu Dhabi. Diverse sono state le sue mostre personali.

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