#Tendenze sociali di Gianfranco Maccaferri
Se si scopre che sei Rom non lavori, preferiscono sempre qualcun altro a te, non vai mai oltre un colloquio di assunzione; e se un lavoro lo hai, non ti affidano mai incarichi di responsabilità, non risulti affidabile, non arrivi da nessuna parte.
Se dici di essere Rom o Sinti ovviamente nessuno ti affitta una casa, nessuno ti fa un credito, arrivano anche a rifiutarti il noleggio di un’auto, difficilmente riesci ad avere amici italiani e ancor meno una fidanzata italiana.
E così nascondi il tuo essere Rom a tutti! Anzi hai una paura folle che qualcuno riveli la tua vera origine etnica.

Facciamoci qualche domanda e rispondiamoci sinceramente: siamo disposti a scegliere un ragazzo Rom per inserirlo nella nostra azienda? Affittiamo tranquillamente il nostro bilocale a un ragazzo Rom? Siamo sereni se nostro figlio/a ci presenta il fidanzato/a Rom? E se la persona che si propone per fare la badante a un nostro genitore o nonno dichiara di essere Rom, cosa facciamo? Se il decoratore che sta rinfrescando le pareti di casa scopriamo essere Rom… lo lasciamo in casa nostra da solo e usciamo serenamente a fare le commissioni? Mettiamo alla cassa del nostro negozio, ristorante, bar, un ragazzo/a Rom?
Sappiamo benissimo, escludendo ovviamente noi con la nostra apertura mentale e il nostro aver superato stupidi pregiudizi (scherzo), la maggioranza degli italiani cosa risponderebbe!

Tutto ciò semplicemente perché abbiamo una narrazione stereotipata dei Rom e Sinti, racconti anche giornalistici, di molti politici, di serial televisivi che fanno vedere solo la parte diciamo “folkloristica” e degradata dei popoli Rom… vediamo se ci ricordiamo qualche esempio di luoghi comuni assolutamente falsi? sono nomadi, sono delinquenti, vogliono vivere nei campi e non nelle case, rubano i bambini, vivono di elemosine e sono ricchissimi, le donne sono fattucchiere e dai facili costumi, sono sporchi e non si lavano, non sanno cosa vuol dire “lavorare”, …sicuramente ne ho dimenticati molti! Ma quelli che ho scritto sono davvero tutti falsi, dimostrabile con numeri e statistiche.
Goebbels aveva tristemente ragione: “per la gente, una bugia ripetuta tante volte diventa una verità.”

Ecco, con questi presupposti, pensiamo a un ragazzo Rom che vive in una casa normale, che studia come tutti gli altri suoi coetanei, che ha una famiglia come tutti, che si veste come tutti, …se questo ragazzo racconta di essere Rom o se si sparge la voce per pettegolezzo, a questo ragazzo cosa succede? Pensiamo alla reazione dei suoi amici (e dei loro genitori), della fidanzata (e dei suoi genitori), dei colleghi di lavoro, del datore di lavoro… provatelo a chiedere a un ragazzo Rom cosa succederebbe!

Cosa dite voi, è meglio che il ragazzo impari a nascondere molto bene il suo essere Rom? è tristissimo, è scandaloso dirlo, è terribile anche da pensare… ma siamo in Italia, il paese dove ancora solo il 6% dei ragazzi Rom arriva a un diploma di scuola media superiore (contro una media europea del 67%), un paese dove in circa 26.000 Rom vivono in insediamenti informali o baraccopoli (caso unico in Europa), un paese dove non esiste un censimento e quando lo si pretende assume connotati discriminatori razziali tipo la schedatura dei bambini con impronte digitali e ipotesi di sgomberi permanenti, l’Italia dove si fa carriera politica sui Rom ma dove nella realtà le popolazioni Rom sono numericamente insignificanti (in Italia risiedono solo circa 170.000, lo 0,25% della popolazione di cui oltre 70.000 sono cittadini italiani e la maggioranza dei restanti sono comunque cittadini europei, mentre in Europa la popolazione Rom è di oltre 10.000.000 di persone, il 2% di tutti gli europei).

In Italia probabilmente sarebbe di grande aiuto che i personaggi famosi, persone arrivate, persone serene della loro etnia Rom e Sinti facessero un coming out pubblico: cioè un atto volontario di dichiarazione della propria origine etnica. Questo per sfatare i terribili pregiudizi che opprimono indistintamente tutti i Sinti e Rom.
Gli italiani dovrebbe sapere, per esempio, l’essere Rom o Sinti di tanti miti e divi molto amati: tutti abbiamo ammirato il circo Orfei e quasi venerato come una icona italiana Moira Orfei, di Antonio Banderas ce ne siamo innamorati sin dai primi film, di Elvis Presley ne abbiamo fatto giustamente il padrino di quasi tutta la musica che oggi ascoltiamo, Charlie Chaplin è ovviamente un intoccabile del firmamento del cinema mondiale così come Yul Brynner, Rita Hayworth, Bob Hoskins, il pallone d’oro Müller Gerhard, Krogh August scienziato e premio nobel per la medicina…

Quindi, come ha detto Alexian Santino Spinelli, rom abruzzese con due lauree e docente di Lingua e cultura Romaní all’università di Trieste, Ambasciatore dell’arte e della Cultura Romaní nel mondo «è importante che si faccia strada una intellighentia di rom e sinti in possesso di strumenti espressivi da spendere in favore della nostra cultura».
E noi, nel frattempo, al giovane Rom… che consiglio diamo: dire o nascondere? …mentre lui pensa: “Ma tu mi daresti un lavoro se ti dicessi che sono zingaro?” Ricordandoci che: “ve ne dovete andare bastardi” era la frase più urlata dalla gente a Napoli mentre venivano bruciate le baracche di un campo Rom.

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